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Dentro la preistoria, dentro la natura selvaggia.

Pantalica

Pantalica

€60 / a persona
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Trekking di 8 km con dislivelli di media difficoltà all’interno della riserva naturale tra resti archeologici di antiche civiltà, natura lussureggiante e corsi d’acqua che hanno scavato profondi canyon, caratterizzati da un microclima unico. Attività di osservazione della particolare flora e fauna tipici di questo habitat unico nel suo genere.

Il celebre sito archeologico di Pantalica, importantissimo tassello nella storia della civiltà mediterranea, è incastonato tra i freschi canyon della riserva naturale orientata di Pantalica, valle dell’Anapo e torrente Cava Grande. La particolarità del sito consente di vivere due distinte esperienze. Il Trekking  all’interno della riserva è articolato in modo da percorrere le tappe fondamentali dell’evoluzione della civiltà che per millenni ha abitato il sito, partendo dagli ambienti rupestri che offrivano riparo ai primi uomini che si sono avventurati tra le verdeggianti “cave” del siracusano, passando dalle spettacolari necropoli scavate nella bianca roccia calcarea, per arrivare alle vestigia dell’unico edificio in pietra mai realizzato nell’antichità in questo sito, a testimonianza delle contaminazioni culturali tra la Sicilia e i popoli provenienti dal Mar Egeo. Altra esperienza che è possibile vivere a Pantalica è il contatto con una natura selvaggia e incontaminata, che si è conservata intatta fino ad oggi grazie alla scarsa accessibilità del sito e all’istituzione della riserva naturale che mira a proteggere questo prezioso scrigno di biodiversità.

La natura è la protagonista indiscussa del trekking a Pantalica. Sarà possibile incontrare moltissime piante e svariati animali che popolano gli ambienti fluviali e rupicoli che caratterizzano il paesaggio di Pantalica, dai più piccoli e variopinti coleotteri che in primavera volano tra le moltitudini di piante fiorite alle maestose poiane che si librano sui canyon in cerca di prede.

Il racconto di come gli antichi abitanti di Pantalica, ad un certo punto della loro evoluzione culturale, sviluppino un culto per i defunti talmente forte che le necropoli scavate nella pietra, le “città dei morti”, superavano di gran lunga in maestosità e grandezza le città dei vivi, che si limitavano ancora a piccoli villaggi di capanne costruite con legna e fango. Le presenze umane di epoca bizantina, periodo in cui si vive un allontanamento dalle città e le grotte di Pantalica, nate per ospitare i morti nel loro sonno perpetuo, tornano ad essere popolate dai vivi, che le utilizzano come case e come luoghi di culto, lasciando l’impronta del loro passaggio, ancora visibile nelle pareti affrescate con santi e madonne.

Come è cambiato il rapporto tra l’uomo e la natura negli ultimi secoli? E’ cambiato il punto di vista. L’uomo si sente sempre più “grande”, e vede la natura sempre più “piccola”. Camminando a Pantalica, tra i sentieri a strapiombo che dagli altopiani assolati conducono dentro i freschi canyon, tutta la grandezza che l’uomo si sente addosso pian piano svanisce, come svaniscono i raggi di sole per lasciare spazio all’ombra serena dei pioppi e dei lecci. L’incessante scorrere dell’acqua scandisce il tempo della vita, e la natura, incurante di noi piccoli uomini, continua a riempire lo spazio posando le tessere del suo mosaico perfetto, infinito. A Pantalica è proprio lei, la Natura, ad essere grande e potente, e lo sapevano bene gli uomini che migliaia di anni fa vivevano tra le sue braccia, venerandola come una dea. Noi lo abbiamo dimenticato. Poter vivere oggi questa sensazione è un grande privilegio.

1 giorno
10+ anni
  • Località
  • Ora di partenza
    Circa 9.30AM
  • Orario di rientro
    Circa 17.30PM
  • Abbigliamento consigliato
    abbigliamento comodo e adatto alla stagione; scarpe chiuse, comode, possibilmente da trekking o con ottimo grip sulla suola; zaino con beni di prima necessità, buona scorta d’acqua, cibo e snack.

Itinerario

1

Inizio del percorso dall’ingresso alla riserva lato Ferla;

2

Prima tappa, a ridosso dell’ingresso è la Grotta Trovata, uno dei tanti fenomeni carsici del territorio;

3

Discesa al torrente Calcinara e guado del fiume;

4

Risalita verso un punto di osservazione privilegiato per ammirare i canyon dall’alto;

5

Sosta tecnica all’ingresso della riserva Lato Sortino;

6

Discesa sul fiume Anapo;

7

Sosta su una spiaggetta alluvionale dell’Anapo per osservare le caratteristiche del particolare ambiente fluviale e le risorgive che fuoriescono dalla parte rocciosa a strapiombo;

8

Trekking lungo il sentiero che dalle rive dell’Anapo conduce fino al vecchio tracciato della ferrovia a scartamento ridotto, oggi sostituita da una strada in terra battuta pianeggiante che attraversa a valle tutta la riserva;

9

Sosta tecnica alla vecchia stazione di Pantalica;

10

Risalita alle necropoli, passando per un villaggio di epoca bizantina;

11

Sentiero dalle Necropoli della sella di Filiporto all’Anaktoron, unico edificio antico di Pantalica;

12

Rientro al punto di inizio percorso.

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